<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-71117078771916807</id><updated>2012-02-16T00:31:51.481-08:00</updated><category term='funghi'/><category term='Gare e manifestazioni varie'/><category term='escursioni'/><title type='text'>itinerarifriuli</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/71117078771916807/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>itinerarifriuli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13502662069526765853</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>15</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-71117078771916807.post-7521384251632777830</id><published>2011-10-19T15:21:00.000-07:00</published><updated>2011-10-20T03:25:21.750-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='funghi'/><title type='text'>il 2011 fungino, un anno particolare</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La pioggia, si sa, non è gradita a chi ama scorrazzare per i monti in cerca di avventure più o meno epiche, sovente in balia delle bizzarrie del meteo, le quali sembrano prediligere con morbosa puntualità i fine settimana, infischiandosene di qualsiasi calcolo probabilistico. Eppure, esiste una categoria di appassionati di camminate nei boschi che spera nell'arrivo delle precipitazioni; chi saranno questi pazzi, penserete voi! Si tratta dei cercatori di funghi, of course. Personalmente, devo ammettere di vivere un'evidente contraddizione, essendo amante sia delle escursioni a piedi ed in bicicletta (vade retro maltempo), che delle ricerche di funghi (pioggia, sei la benvenuta, soprattutto se vieni in abbondanza e nel momento giusto della stagione), ma quest'anno, dovendo fare un bilancio, mi tocca per forza sottolineare un evidente flessione rispetto al 2010. Le ragioni? Soprattutto siccità e vento, nemici giurati dei corpi fruttiferi che erroneamente ci ostiniamo a chiamare funghi (questi&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;ultimi vivono sottoterra sotto forma di micelio)! Sin dagli inizi la stagione è parsa non convincente: in marzo/aprile, al mare, le spugnole si misuravano col contagocce, ed in montagna, a cavallo tra aprile e maggio, i pochi ascomi rintracciabili, in uno scenario tanto precoce quanto scoraggiante (in quel periodo non ricordo di aver visto l'erba così alta negli anni precedenti) erano in buona parte "bruciati" dal caldo o traforati dalle larve, per non dire assenti in settori normalmente molto produttivi... Poi, le piogge di giugno e luglio hanno risvegliato il bosco, al punto che nella prima quindicina di agosto i raccolti di cantarelli e boleti si sono fatti interessanti, ma la pacchia era destinata a durare poco; una nuova ondata di caldo, con buona pace delle località balneari, ha nuovamente bloccato tutto, compromettendo pure l'autunno, stagione "eccellente" (almeno sulla carta) per le ricerche dei prelibati carpofori. Tre belle escursioni in Carnia nella prima quindicina di agosto sono praticamente tutto ciò che resta di un secondo semestre 2011 sicuramente deludente, anche se non certo pessimo, ma queste cose fanno parte del gioco e contribuiscono a rendere sempre diversa una stagione dall'altra, neanche fosse una creatura dotata di personalità in continuo cambiamento. Ed ora, aspettiamo di vedere cosa ci riserverà il 2012.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/71117078771916807-7521384251632777830?l=itinerarifriuli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/feeds/7521384251632777830/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/2011/10/il-2011-fungino-un-anno-particolare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/71117078771916807/posts/default/7521384251632777830'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/71117078771916807/posts/default/7521384251632777830'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/2011/10/il-2011-fungino-un-anno-particolare.html' title='il 2011 fungino, un anno particolare'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10439648197542064463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-VtuDWSa4rHM/ToM_dNISN4I/AAAAAAAADXI/CtHxiaEGxng/s220/avatar3642_5.gif.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-71117078771916807.post-7942716071902784145</id><published>2011-10-15T03:43:00.000-07:00</published><updated>2011-10-17T08:45:00.521-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gare e manifestazioni varie'/><title type='text'>Maratona dles Dolomites 2012</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/--PhOvBnn-uI/TploC1eYBrI/AAAAAAAAAgw/KPeySISWoxA/s1600/logo_maratona_dolomites.png" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="122" src="http://2.bp.blogspot.com/--PhOvBnn-uI/TploC1eYBrI/AAAAAAAAAgw/KPeySISWoxA/s200/logo_maratona_dolomites.png" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando qualche mese fa avevo chiesto a Marco "perchè il prossimo anno non proviamo a partecipare alla Maratona dles Dolomites?" per risposta avevo ottenuto un poco convinto "mah... si, si potrebbe...". Probabilmente pensava fosse una delle mie idee strampalate che di tanto in tanto progongo e che sono frutto dell'entusiasmo di un attimo per poi sfumare nell'arco di qualche giorno.&lt;/div&gt;Ma non sempre... &lt;br /&gt;In effetti quella di partecipare alla MDD era (ed è) un'idea balzana... ma in questi mesi mi è rimasta dentro. Ci pensavo e ripensavo... &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;e finalmente qualche minuto fa ho provveduto ad effettuare - per entrambi, in forma cumulativa - la preiscrizione!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Già, preiscrizione. Perchè qui stiamo parlando di una manifestazione che vanta poco più di 9000 partecipanti all'anno estratti tra oltre 20000 richieste di adesione. &lt;br /&gt;Numeri impressionanti quindi. Ma è stato proprio questo un aspetto che mi ha portato alla decisione assieme al fatto di avere la possibilità di pedalare in una zona paesaggisticamente spettacolare e di poter scegliere il percorso nel corso della manifestazione (...i famosi bivi... ihihih; i percorsi a disposizione sono 3: 138km per 4190m di dislivello, 106km per 3090m di dislivello, 55km per 1780m di dislivello). &lt;br /&gt;Sarebbe la mia prima manifestazione in sella alla bici da corsa, mezzo che utilizzo spesso ma quasi esclusivamente per pedalate veloci e senza grandi dislivelli sul carso nei pomeriggi infrasettimanali.&lt;br /&gt;L'obiettivo sarebbe la 106km... comunque un bel terno al lotto! &lt;br /&gt;Non resta quindi che incrociare le dita ed attendere la seconda metà novembre per vedere se saremo tra i 9000 fortunati. &lt;br /&gt;Nel caso sarà una bella sfida!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/71117078771916807-7942716071902784145?l=itinerarifriuli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/feeds/7942716071902784145/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/2011/10/maratona-dles-dolomites-2012.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/71117078771916807/posts/default/7942716071902784145'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/71117078771916807/posts/default/7942716071902784145'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/2011/10/maratona-dles-dolomites-2012.html' title='Maratona dles Dolomites 2012'/><author><name>Eli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17083674200686990383</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/-qmi8r-cpmY8/TpxSOBAIBtI/AAAAAAAAAiI/T8rr4Kod26o/s220/io.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/--PhOvBnn-uI/TploC1eYBrI/AAAAAAAAAgw/KPeySISWoxA/s72-c/logo_maratona_dolomites.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-71117078771916807.post-3823904388546400852</id><published>2011-10-03T21:00:00.000-07:00</published><updated>2011-10-07T23:38:26.266-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gare e manifestazioni varie'/><title type='text'>Urcis 6 h 2011</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Premetto subito che la &lt;a href="http://www.urcis6h.it/" style="font-weight: bold;"&gt;6 ore di Urcis&lt;/a&gt; è stata una scommessa personale, di quelle che potrei definire azzardate, considerando come sono andate le cose quest'anno dal punto di vista ciclistico e non solo. Il 2011 mi ha insegnato a prendere quello che viene con più umiltà e riconoscenza; perchè umiltà? Perché tante volte siamo portati a dare per scontato quello che facciamo, senza renderci conto che può bastare un nonnulla per sconvolgere completamente i nostri effimeri piani, solidi quanto una noce di burro lasciata al sole in una calda giornata estiva. Perchè riconoscenza? Perché la linea di confine tra un ritorno alla normalità e la caduta in una condizione irreversibile può essere davvero labile... A conti fatti posso dire di essere stato fortunato (ed aiutato), altrimenti non mi troverei certo a scrivere queste parole. Il 2011... Una stagione davvero strana e contradditoria, partita in sordina &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;nei mesi invernali, ingranata con più convinzione nel periodo primaverile (avere un obiettivo da raggiungere aiuta), interrotta bruscamente ad inizio giugno (2 mesi di astinenza forzata dalla bici, ma il periodo di lontananza dagli sterrati sarà di 120 giorni) e quindi ripresa, senza troppe aspettative, a partire dall'ultima giornata di luglio, ove ho rivissuto le sensazioni del principiante che monta in sella per la prima volta, senza sapere esattamente cosa lo attende. Da quel momento è stato un susseguirsi di uscite su strada, alcune delle quali invero molto belle, che mi hanno consentito di riprendere un pò di forma. Il ciclismo è tanto bello quanto impietoso: pedalare in condizione non ottimale significa trasformare una splendida uscita in un calvario. Non che i Km accumulati prima dello stop fossero inutili, ma in questi casi non resta che pazientare e perseverare, sapendo che la costanza premierà... E così, quasi 1500 km in due mesi (suddivisi tra molte uscite solitarie ed altrettante in compagnia di Elisabetta) mi hanno permesso di tentare l'azzardo di cui alla premessa, ovvero tornare a provare una gara. Se in giugno mi avessero detto che ad inizio ottobre avrei gareggiato su sterrato non ci avrei creduto, ma ora posso metaforicamente scatenare il mio urlo liberatorio (mi piace pensare che somigli a quello di Rob Halford nel primo break della celebre e devastante Painkiller), esorcizzando con esso tutte le tensioni accumulate in questi mesi, ora sostituite da una certezza: sono tornato in sella!&lt;br /&gt;Ma intendiamoci, questo ritorno non è tutta farina del mio sacco: fosse stato per me, non mi sarei certo iscritto alla 6 ore di Urcis, proseguendo quasi certamente nella prudente attività bitumara fino a quando il freddo mi avrebbe costretto ad una scelta: fermarsi (non è nel mio stile) o tentare finalmente gli sterrati, indispensabili per proseguire a pedalare durante i mesi rigidi. Elisabetta, che talvolta dimostra di possedere una forte spinta motivazionale, mi ha proposto questa manifestazione, quindi il merito va assolutamente a lei.&lt;br /&gt;Prendere parte alla 6 ore di Urcis comportava una lunga trasferta in auto (a conti fatti sono risultati oltre 730 Km), l'inevitabile pernottamento in hotel (rivelatosi quasi surreale), la fatica di una gara tutt'altro che semplice e dell'interminabile rientro... Non certo incoraggianti queste premesse, ma ogni dubbio si è dissolto una volta giunti sul posto: l'atmosfera festosa del paese, la presenza di molti partecipanti, un'organizzazione impeccabile e un'ottima giornata di sole (praticamente ancora estiva), hanno creato la condizione ideale per vivere una splendida domenica di sport ed aggregazione. La correttezza dei partecipanti lungo il percorso, spesso raccomandata ed assolutamente indispensabile in questo genere di manifestazione, non è mai venuta meno, così come la simpatia e la cordialità degli organizzatori (quelli presenti al ristoro avrebbero motivato e risollevato anche il più avvilito); il tutto per stemperare le fatiche di un percorso non difficile dal punto di vista tecnico, ma assai faticoso (praticamente senza punti in cui rifiatare) e molto più vario di quel che si potrebbe immaginare, per quanto concerne la guida ed i tipi di terreno. Ottima anche la festa finale con spiedo, premiazioni e lotteria, a coronamento di una stupenda giornata di festa. Più che per la prestazione (comunque inattesa ed appagante), sono contento per essere riuscito a pedalare fino in fondo senza avvertire acun tipo di conseguenza e quindi desidero ancora una volta ringraziare tutti coloro i quali mi sono stati vicino in questo periodo, a partire da Elisabetta: senza di lei a quest'ora avrei scritto tutt'altra storia!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/71117078771916807-3823904388546400852?l=itinerarifriuli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/feeds/3823904388546400852/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/2011/10/urcis-6-h-2011.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/71117078771916807/posts/default/3823904388546400852'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/71117078771916807/posts/default/3823904388546400852'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/2011/10/urcis-6-h-2011.html' title='Urcis 6 h 2011'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10439648197542064463</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-VtuDWSa4rHM/ToM_dNISN4I/AAAAAAAADXI/CtHxiaEGxng/s220/avatar3642_5.gif.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-71117078771916807.post-5303152453876786245</id><published>2011-05-24T14:38:00.000-07:00</published><updated>2011-10-07T23:59:37.455-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='escursioni'/><title type='text'>Alzarsi presto fa bene!</title><content type='html'>&lt;div class="art-article" style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;div class="art-article"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le  giornate vanno sempre più allungandosi, nel loro incessante cammino  verso la pienezza della stagione estiva oramai vicina, mentre i residui  profumi delle fioriture primaverili cedono gradualmente il passo  all'avenzare del verde più intenso; un verde che, come una pennellata,  ricopre uniformemente ogni centimetro quadrato dell' immaginaria tela  costituita dai boschi delle nostre colline e montagne. Su radure e prati  diverse specie di fiori sembrano contendersi con ipertrofiche piante  erbacee i sempre più forti raggi solari, mentre il sottobosco pare  riposare nell'indifferenza, ammantato com'è dall'ombra diffusa.  Nonostante le temperature siano ancora miti, riscoprire il fascino di  pedalare dalle prime ore del mattino ha i suoi vantaggi: le strade  deserte e silenziose finiscono per sorprendere quanto e più dei boschi,  esibendo una quiete a cui non siamo abituati in altri orari; le salite  sono più piacevoli e meno faticose, persino se impegnative, senza  contare la sensazione di avere infinito tempo a disposizione (una specie  di effetto pacebo, assai terapeutico però, contro stress e fretta con  cui normalmente dobbiamo fare i conti) per godere di panorami,  fotografie, riding ed esplorazioni in sella alle amate ruote grasse... &lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Sensazioni che conosciamo bene, ma che rivivono ad ogni giro in modo  soprendente, neanche venissero alimentate dall'ambiente più che da noi  stessi. Non ultima, va inclusa la "prevenzione" contro le avversità  meteo: oramai seguire i siti delle previsioni in internet è diventata  un'abitudine morbosa (nel bene e nel male, visto che si finisce a volte  per dare troppa importanza a qualcosa che potrebbe non rivelarsi  esatta),&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;ma  è indiscutibile che al mattino sia più facile scamparla quando ci si  trova in montagna. Il programma del we appena concluso prevedeva due  escursioni, la prima in terra slovena e la seconda un pò meno ad  oriente, ovvero nella zona delle valli del Torre. Sabato (sveglia alle  5:30), dopo aver superato una piacevole salita mai impegnativa, abbiamo  raggiunto la cima del Krim, ove ci siamo goduti una piacevole sosta  ristoratrice presso il rifugio, prima di buttarci sul sentiero che ci  avrebbe riportato a fondovalle. La foschia velava parzialmente  l'orizzonte, ma la giornata era davvero bella e, manco a dirlo, durante  il ritorno in autostrada ci siamo imbattuti nella pioggia... La prima  levataccia può quindi considerarsi ripagata e pienamente giustificata.&lt;br /&gt;Domenica,  ad orari ancora più impietosi (sveglia alle 5:00), abbiamo raggiunto  Campeglio, da cui siamo partiti alla volta dello Joanaz. La lunga  salita, dura nella prima parte, ci ha condotti attraverso un magnifico  castagneto fino a Reant e Masarolis; da qui in avanti uno splendito  tratto aperto, con vista sull'intera vallata, ci ha accompagnati fino al  punto di partenza del nostro sentiero. Un'altra sosta ristoratrice e  poi via, a capofitto nella lunga discesa, in parte scivolosa a causa  delle piogge del giorno precedente, ma comunque gradevole. A fatiche  concluse, un ottimo piatto di affettati e formaggi misti non ce lo siamo  fatto mancare, anche perchè avevamo un appuntamento al quale non  potevamo certo venire meno. Anche la seconda levataccia ha avuto il suo  perchè... Ed ora aspettiamo la prima uscita in alta quota!&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/71117078771916807-5303152453876786245?l=itinerarifriuli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/feeds/5303152453876786245/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/2011/05/alzarsi-presto-fa-bene.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/71117078771916807/posts/default/5303152453876786245'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/71117078771916807/posts/default/5303152453876786245'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/2011/05/alzarsi-presto-fa-bene.html' title='Alzarsi presto fa bene!'/><author><name>itinerarifriuli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13502662069526765853</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-71117078771916807.post-4906811706184210149</id><published>2011-01-14T00:30:00.000-08:00</published><updated>2011-10-12T00:37:50.384-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='escursioni'/><title type='text'>Il paradiso dei sentieri</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;Ovvero il monte Jouf, recentemente proposto con l'inserimento di due nuovi articoli: l'&lt;a href="http://www.itinerarifriuli.com/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=149:anello-del-monte-jouf-da-maniagolibero&amp;amp;catid=16&amp;amp;Itemid=26"&gt;anello del monte Jouf da Maniagolibero&lt;/a&gt; e l'&lt;a href="http://www.itinerarifriuli.com/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=150:anello-di-forcella-la-croce-da-maniagolibero&amp;amp;catid=16&amp;amp;Itemid=26"&gt;anello di forcella La Croce da Maniagolibero&lt;/a&gt;. Perché pubblicare anche un articolo, meno ufficiale, nel blog? Forse perché questo monte, a cui sono molto legato, mi è piaciuto sin dall'inizio, cioè dai primi approcci sui sentieri delle prealpi pordenonesi, ad un passo da casa. Nonostante debba l'iniziazione all'M2 (traumatica, visto che per qualche mese non ho più voluto saperne di single tracks) e sia da sempre grato al Troi del Cinghiale (ai tempi molto più flow) di avermi per la prima volta fatto divertire in discesa, è sullo Jouf che in questi anni ho posato più volte le ruote grasse, soprattutto durante la stagione fredda. Questo rilievo, tanto frequentato quanto selvaggio, possiede indubbiamente qualcosa di magico: se dovessero chiedermi quale tra le sue discese preferisco mi troverei in serio imbarazzo: ce ne sono troppe e, cosa ancor più straordinaria, non stufano mai! &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;A differenza di altri sentieri in zona e grazie alle sue capacità drenanti, il terreno dello Jouf ha risentito in modo meno evidente&amp;nbsp; dei frequenti passaggi ad opera dei bikers (fatta eccezione per i celebri e coreografici spots della parte bassa, dalla Valpiccola in giù per capirci, che non necessitano certo di dure risalite per guadagnarne le partenze e consentono a chiunque di divertirsi, quando in quota la neve preclude altre possibilità). Inoltre, la salita alla cima non è proprio una passeggiata, da qualsiasi lato la si prenda... Questo scoraggia molti, ma non certo chi, come me, ama da sempre pedalare. E che dire del potenziale paesaggistico che offre questa montagna? A mio parere in zona non ci sono altri pulpiti panoramici così suggestivi (a parte forse quello sul Valinis) come il pianoro pascolivo di malga Jouf. Già, malga Jouf: una delle oramai rare testimonianze, nella fascia prealpina, di una tradizione che va scomparendo. Ma addrentatevi nei boschi percorrendo il CAI 983 e vi parrà di essere in Carnia o sul Tarvisiano: una pecceta così ad un tiro di schioppo dalla pianura potete scordarvela, se non sullo Jouf! Provate a salirlo passando per forcella La Croce e Bosplans: resterete ammirati dalla vista sul Cellina e in seguito, grazie al cambio di versante, sulla lunga giogaia che dal monte Cavallo va allungandosi fino al Col Nudo, passando per una serie infinita di vette e creste. E dalla Pala Barzana? Il monte Raut, con la sua nuda e strapiombante parete sud, domina, sovrasta, giganteggia: pare molto più imponente di quanto in realtà non sia, ma la sua regalità è pienamente giustificata: dopo tutto, dalla forcella alla cima sono ben 1200 m di dislivello... Non certo una bazzeccola. La traccia GPS sotto inserita riassume la perfetta sintesi di un'escursione in mountain bike sullo Jouf: Maniagolibero, Valpiccola, CAI 899 (Frassati), forcella La Croce, CAI 962, Bosplans, forcella di Pala Barzana, malga Jouf, CAI 983, ricovero a 800 m, sentiero sul versante sud, Valpiccola, Kraken (il migliore, anche dopo le piogge), Maniagolibero. Un pugno di Km, ma tanto, tanto divertimento. Sarò di parte ma... In regione non troverete un altro paradiso di sentieri come questo!&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #990000; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;TRACCIA GPS:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.itinerarifriuli.com/index.php?option=com_phocadownload&amp;amp;view=category&amp;amp;id=57:il-paradiso-dei-sentieri&amp;amp;Itemid=78"&gt;&lt;img border="0" oda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-evsg6dXhmfM/TpVCDY5gUcI/AAAAAAAADns/xt_Y7MFwH1M/s1600/rosa-dei-venti.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object data="http://widgets.scribblemaps.com/smwidget.swf" height="650" id="smwidget" type="application/x-shockwave-flash" width="640"&gt; &lt;param name="quality" value="high" /&gt;&lt;param name="flashvars" value="l=false&amp;amp;width=650&amp;amp;mt=true&amp;amp;id=JoufperBlog&amp;amp;d=true&amp;amp;z=true&amp;amp;p=true&amp;amp;height=650" /&gt;&lt;param name="name" value="smwidget" /&gt;&lt;param name="src" value="http://widgets.scribblemaps.com/smwidget.swf" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/71117078771916807-4906811706184210149?l=itinerarifriuli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/feeds/4906811706184210149/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/2011/10/il-paradiso-dei-sentieri-il-paradiso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/71117078771916807/posts/default/4906811706184210149'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/71117078771916807/posts/default/4906811706184210149'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/2011/10/il-paradiso-dei-sentieri-il-paradiso.html' title='Il paradiso dei sentieri'/><author><name>itinerarifriuli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13502662069526765853</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-evsg6dXhmfM/TpVCDY5gUcI/AAAAAAAADns/xt_Y7MFwH1M/s72-c/rosa-dei-venti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-71117078771916807.post-2019957760828740088</id><published>2010-08-06T07:58:00.000-07:00</published><updated>2011-10-08T00:20:45.570-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gare e manifestazioni varie'/><title type='text'>12 ore dei Bastioni 2010</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-LsdmRabMlnw/To_vc5CLXDI/AAAAAAAADnA/bbeTDWx5LIc/s1600/Palmanova.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="http://2.bp.blogspot.com/-LsdmRabMlnw/To_vc5CLXDI/AAAAAAAADnA/bbeTDWx5LIc/s320/Palmanova.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Fare programmi è bello, ma se tutto andasse come da copione, che noia sarebbe?! Questa frase potrebbe bene sintetizzare quanto è avvenuto alla 12 ore dei Bastioni, ma anche in questi ultimi mesi, tutt'altro che avari in fatto di imprevisti e sorprese.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Ma andiamo con ordine.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Una prima edizione è sempre un'incognita; lo si intuisce facilmente pensando ad alcuni aspetti quali il tipo di manifestazione (in FVG le endurance non abbondano di certo), la relativa vicinanza con un'altra gara nello stesso genere (disputatasi solo una settimana prima), ed al periodo scelto (agosto)! La Società organizzatrice (non certo alle prime armi), ha creduto però fortemente in questo evento, che ha visto quale teatro la suggestiva cornice dei Bastioni, appartenenti all'unica cittadella dalla pianta stellata esistente: Palmanova. Tutto questo lasciava ben sperare nella riuscita della manifestazione; la risposta da parte dei bikers è stata contenuta nel numero, ma non nell'entusiasmo. E se fosse stata pubblicizzata di più, questa 12 ore? Chissà... A giudicare dall'entusiasmo generale a fine prova però, suddiviso equamente tra organizzatori e partecipanti,&lt;/span&gt;&amp;nbsp;sono certo che non potrà &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;esserci pubblicità&amp;nbsp;&amp;nbsp;migliore nei mesi a venire; "il dado è tratto", diceva Giulio Cesare, e -da ottimo stratega quale era, aveva ragione! I ragazzi del Bastioni Bike ce l'ahnno messa tutta per mettere a loro agio i concorrenti, riuscendo perfettamente nell'intento. Al di là dell'organizzazione, comunque impeccabile, ciò che mi ha più colpito è stata l'atmosfera che si è creata da subito a Palmanova: pareva di&amp;nbsp; vivere una grande festa tra amici che si conoscevano da sempre. Esagerato? No, tutt'altro. E' difficile trovare tanta cordialità, disponibilità, premura, correttezza, simpatia ed incitamento ad una gara. Chi ha partecipato alla 12 ore dei Bastioni lo sa bene, e conserverà questo bellissimo ricordo per molto tempo.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Detto così sembra tutto facile ed idilliaco, ma è proprio vero? E la fatica, dove la mettiamo? Si perchè quella non è certo mancata, anzi. I ragazzi del Bastioni Bike lo sapevano bene fin dall'inizio... Forse è per questo che il ristoro, fornitissimo in quantità e qualità, è parso un'autentica oasi nel deserto durante la prova. Ah, la prova... Un continuo saliscendi tra i bastioni, ricco di strappi e discese brevi, ma non banali, senza contare i molti passaggi su terreno poco scorrevole, per fortuna sempre più "battuto" ad ogni passaggio, hanno messo a dura prova la resistenza di tutti i partecipanti. Un percorso selettivo, prevalentemente piano che impone di pedalare continuamente, senza concedere tregua. A giudicare dal video di presentazione visto in rete (con fiatone intenso a fare da audio costante) e dalla prova del tracciato fatta pochi giorni prima della gara, avevamo dedotto di non essere del tutto a posto nel volerci iscrivere. Ma, se da una parte è plausibile che le aspettative più intense finiscono talvolta per deludere, l'approccio scettico può trasformarsi in un'inatteso crescendo di emozioni, destinato a dare grande soddisfazione personale: questo è accaduto alla 12 ore dei Bastioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Personalmente posso dire di essere rimasto molto stupito dal risultato finale: non è tanto il piazzamento ad avermi impressionato (comunque non me l'aspettavo assolutamente), quanto la tenuta delle gambe (sorprendente se si considerano mancanza di allenamento e pochi Km accumulati) e la resistenza alla stanchezza, che temevo più di ogni altra cosa: in fin dei conti non si deve chiudere occhio per tutta la notte, se si intende dare il massimo. Giro dopo giro le motivazioni crescevano; mi accorgevo infatti di stare bene e ringraziavo la lungimiranza di Elisabetta, che aveva voluto riposare un pò dopo il pasta party serale (qui pochi minuti di sonno mi hanno salvato!). E' stato davvero particolare osservare i continui mutamenti nello scenario man mano che passavano le ore... Dalle tenebre della notte, che ha reso umido il percorso, alle prime luci dell'alba, momento nel quale la vita si è risvegliata anche tra i boschetti ed i prati attorno ai bastioni; davvero bella la vista sui monti nello sfondo, avvolti da questo chiarore crepuscolare ma limpido. Nel vedere l'alba si pensa di scorgere la fine del tunnel ma così non è. Il seguito è stato un pò meno poetico: la temperatura che saliva un grado o più ad ogni passaggio, assieme alla stanchezza, hanno reso davvero epico il finale, che ha richiesto davvero ogni energia residua. In più, passare sotto al traguardo alle 11:59 non è stato propriamente il massimo, soprattutto perchè dai miei calcoli ero assolutamente certo che mi sarei fermato con quel giro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Ma se tutto andasse come da previsione, che noia sarebbe!?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Mi trovavo in lizza per il terzo posto tra i solisti (così mi era stato comunicato durante la prova) ed avevo percepito grande incitamento nei giri precedenti: dev'essere stato questo a convincermi a fare un altro giro, quello che mai avrei voluto fare. "Come a Santa Viola" pensavo, "proprio come a santa Viola!" (La 16 ore di Azzago di Grezzana a cui avevo preso parte nel 2009 - NDA), ma oramai sapevo che sarebbe bastato tenere il ritmo solito per arrivare e così, come un cyborg programmato allo scopo, ho coperto gli ultimi 5,5 km del percorso per la trentacinquesima volta, prima di crollare al suolo e farmi immortalare in quella poco nobile posizione dal fotografo. Vabbè, doveva andare come a Santa Viola!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Se fosse tutto facile, che noia sarebbe!?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;La sorpresa finale è però arrivata al momento delle premiazioni. Quando hanno chiamato il terzo classificato (che non ero io) ho pensato: "mi ha superato, ce l'ha fatta! Beh, complimenti a lui, visto che si è fatto tutta la gara con una singlespeed!" Poi ho sentito scandire il mio nome... Secondo! Pazzesco, inaudito. Mai prima d'ora ho raggiunto un piazzamento degno di nota ad una gara.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Ma sono molto contento anche per la prova di Elisabetta, che ha migliorato rispetto all'endurance provata nell'anno precedente ed ho visto sempre motivata durante l'intera prova.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: small;"&gt;Fare programmi è bello, ma al momento non saprei dire se la rifarei o meno, questa 12 ore. Più avanti chissà... ;-)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/71117078771916807-2019957760828740088?l=itinerarifriuli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/feeds/2019957760828740088/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/2011/09/12-ore-dei-bastioni-2010.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/71117078771916807/posts/default/2019957760828740088'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/71117078771916807/posts/default/2019957760828740088'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/2011/09/12-ore-dei-bastioni-2010.html' title='12 ore dei Bastioni 2010'/><author><name>itinerarifriuli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13502662069526765853</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-LsdmRabMlnw/To_vc5CLXDI/AAAAAAAADnA/bbeTDWx5LIc/s72-c/Palmanova.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-71117078771916807.post-5823665266183767354</id><published>2010-07-12T20:20:00.001-07:00</published><updated>2011-09-29T00:31:35.042-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gare e manifestazioni varie'/><title type='text'>Dolomiti Superbike 2010: fatto il lungo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche per me è stata la prima volta con la DSB: tra dubbi ed incognite, pochi Km sulle gambe, scarsa dimestichezza con uscite lunghe (se si esclude qualcosa con la bdc) e qualche acciacco, ammetto che prima della partenza non ero molto convinto. L'idea del corto non mi attraeva, ma non avevo la certezza che il fisico avrebbe retto l'intera prova. Uno stop forzato di 11 giorni, causa fastidi alla schiena, mi aveva infatti costretto ad interrompere le uscite a meno di due settimane dalla gara e -dulcis in fundo- pochi giorni prima della stessa aveva fatto la sua comparsa una forma virale, tuttora in corso, di quelle che ti aspetteresti in ben altra stagione, tanto per essere chiaro... Ma sapevo che si sarebbe trattato soprattutto di una questione mentale: dopo lo stop forzato dei giorni scorsi non mi ero infatti perso d'animo, rimontando subito in sella: quasi 200 Km con 5050 m di salita in 3 uscite su 4 giorni mi rincuoravano parzialmente, facendomi pensare "posso farcela".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I dettagli salienti sono già stati abbondantemente trattati in diverse sedi, (griglie, orari di partenza, ingorgo iniziale, ristori, cancelletti, maltempo, terreno infido sul sentiero finale, ecc. ecc.), quindi mi limiterò a dire come ho vissuto questa gara. Con poco riposo e scarsa abitudine a montare in sella ad orari simili sono partito già stanco, arrancando dalla prima salita. Al ristoro di Pratopiazza, con il morale sotto i tacchi ed il sedere che doleva a causa della sella (non sempre fa di questi scherzi, ma quando attacca sono guai), mi sono lasciato andare ad un'esternazione sul genere "mai più"... Per fortuna c'è stato chi mi ha rincuorato, stimolandomi a proseguire (grazie Elisabetta), così mi sono "lanciato" (uso le virgolette considerato il traffico che c'era) in discesa verso Carbonin, su percorso già noto grazie a precedenti escursioni in zona. Al bivio di Dobbiaco dei 40 Km sono giunto in 2 ore e 08 minuti, iniziando a zigzagare con la bici a destra e sinistra come un folle senza meta (dove vado, cosa faccio?), ma in cuor mio già sapevo che avrei scelto i 119,9 Km.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La salita ai Baranci è stata duretta, ma il peggio doveva ancora venire. L'inferno della croda Rossa lo ricorderò infatti a lungo: sotto un sole cocente, con sedere dolorante che mi costringeva di tanto in tanto a smontare dalla bike e forze che sembravano venire meno, agonizzavo come un moribondo pensando "ma perchè diavolo non mi sono buttato sulla corta?"... Poi la delusione ha raggiunto l'apice una volta guadagnato il ristoro, tanto affollato quanto "povero" (a differenza degli altri, generalmente ottimi ed abbondanti). &lt;img border="0" src="http://www.itinerarifriuli.com/images/stories/BLOG/dsb2010/img_4929.jpg" style="float: left;" /&gt;Riempire la sacca idrica non è stato così immediato e, subito dopo aver ripreso la gara, mi si è affiancata una compagna di squadra, la quale mi ha salutato calorosamente, chiedendomi "come va?". "Mah, avrei fatto meglio a buttarmi sul corto" ho risposto, e lei: "dai che ora dobbiamo riuscire a finirla". Altra botta di vita, altra ripartenza: giù in discesa sul tratto più rotto, più veloce che potevo (aiutato dai miei 140+140 mm) e poi, una volta giù, ecco i crampi: "bene" penso, "siamo a soli 60 Km e già arrivano i crampi (mai avuti prima d'ora in bici)... Mi fermo, scendo e aspetto che passino mentre le persone mi sfilano davanti. Per fortuna è accaduto a pochi metri dal ristoro, così ho potuto approfittare per un'altra pausa rigeneratrice. Da qui in avanti, sorprendentemente, mi sono sentito meglio.&amp;nbsp;Ben oltre, poco dopo aver lasciato il ristoro degli 81 Km, ha iniziato a piovere bene, ma sapevo sarebbe successo... Bollettino meteo dell’organizzazione a parte, mi ero accorto già da tempo che stavamo andando incontro a braccia aperte ai nuvoloni, però a posteriori posso dire di aver benedetto la pioggia: sempre meglio dell'arsura precedente, della possibile disidratazione e della polvere sugli occhi (le lenti a contatto imploravano pietà ad ogni occasione). Bagnato fino al midollo ho intrapreso la penultima salita, rivelatasi sorprendentemente pedalabile, nonostante il sedere dolesse ancora a causa della sella, costringendomi ad altre soste per contenere il disagio. Pur contento nell’appurare la tenuta personale, iniziavo ad averne abbastanza, ma appena individuato il cartello -20 Km, in preda ad un mix tossico/masochistico/estatico, a stento ho trattenuto le lacrime, pensando tra me: "dai che la frego questa gara, dai che la frego... Ho fatto ben di peggio in bici!"... Deliravo pensando alle micidiali rampe della Carnia a me tanto cara, mentre mi buttavo in discesa a tutta, consapevole che nelle salite ho ben poche carte da giocare. Pensavo ad Elisabetta e ad altri bikers che conosco, chiedendomi dove fossero in quel momento. I saliscendi finali (che mi aspettavo, dopo aver letto sul forum in proposito) sono stati un tormento, tra fango, strappetti e stanchezza, ma proseguivo a lottare strenuamente, confortato dal fatto che le gambe reggevano... Poi sono arrivati i single finali: belli, mi stavano entusiasmando e consentendo di riprendere qualche posizione (non che avesse importanza, se non a livello di morale), ma la sorpresa era in agguato: a causa del bagnato ho perso la lente a contatto destra, che mi è scivolata sul viso senza che potessi fare nulla... In più le lenti scurissime degli occhiali non erano certo d'aiuto nell'ombra del bosco e con cielo coperto. Risultato: dopo aver invocato la fine della salite, ho iniziato a pregare perchè terminasse anche la discesa su single track (probabilmente per la prima volta in vita mia), in modo da poter giungere a Villabassa con le mie gambe e non in ambulanza. Per fortuna l'arrivo è avvenuto senza sorprese e, con grande soddisfazione personale, ho potuto dire: l'ho finita, fatta anche questa! L’obiettivo era questo, nulla più.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'organizzazione è di quelle superlative, che non ti immagini, abituato a tutt'altro genere di eventi (non certo di tale portata); si vede che alle spalle ci sono tradizione, passione ed esperienza. Merita tornare nella splendida cornice delle dolomiti, che non mancavo d'ammirare rapito tra una giaculatoria e l'altra in gara...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un sincero complimento ad Elisabetta per aver finito la gara (non è la prima volta che mi stupisce) ed un grazie enorme per avermi rincuorato nel momento di maggiore difficoltà, quando temevo di dover ripiegare sul corto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Infine, un caro saluto a tutti quelli che ho incontrato e sentito, nell'auspicio che ci si ritrovi tutti a Villabassa per l'edizione 2011 della DSB!Marco&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/71117078771916807-5823665266183767354?l=itinerarifriuli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/feeds/5823665266183767354/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/2011/09/dolomiti-superbike-2010-fatto-il-lungo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/71117078771916807/posts/default/5823665266183767354'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/71117078771916807/posts/default/5823665266183767354'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/2011/09/dolomiti-superbike-2010-fatto-il-lungo.html' title='Dolomiti Superbike 2010: fatto il lungo'/><author><name>itinerarifriuli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13502662069526765853</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-71117078771916807.post-2652771529583582383</id><published>2010-06-14T19:51:00.000-07:00</published><updated>2011-10-08T00:22:00.136-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='escursioni'/><title type='text'>Roads to madness</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-sB8qh9dbbQw/To_2dVdZnHI/AAAAAAAADnE/xbLsi4N_i1I/s1600/dsc00094rid.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-sB8qh9dbbQw/To_2dVdZnHI/AAAAAAAADnE/xbLsi4N_i1I/s320/dsc00094rid.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: small;"&gt;Week-end all'insegna del gran caldo, ma ricco di soddisfazioni, nonostante la fatica e le inevitabili scottature!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;D'accordo, ora dovremo sacrificare alcune uscite in nome di altra causa (un corpo a zebrature non è certo un bel vedere quindi, ben venga qualche sacrosanto momento di puro relax in riva la mare), ma due uscite come queste ultime le ricorderò a lungo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;Sabato,  con mio fratello, 124 Km e 2500m di dislivello tra passi e valli nelle  Prealpi Cariche, senzapraticamente incontrare traffico e con ottima  protezione fornita dal bosconelle salite, mentre domenica,&amp;nbsp;nonostante le  previsioni poco rassicuranti della vigillia (poi rivelatesi errate) ed i  dubbi sulla tenuta individuale, altri 77 Km e 1500m di dislivello        nella tranquilla e verdeggiante Slovenia, ove con Elisabetta ho  affrontato la panoramica salita al Nanos da Podnanos. Rientro soleggiato  e ventoso, con le gambe un pò dure ma non al punto di tradirci... Un  bellissimo piatto di affettato e formaggio a fine giro ci ha ricordato  perchè vale la pena compiere queste follie! &lt;img alt="Risatona" border="0" src="http://www.itinerarifriuli.com/plugins/editors/tinymce/jscripts/tiny_mce/plugins/emotions/img/smiley-laughing.gif" style="border: 0pt none; vertical-align: middle;" title="Risatona" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/71117078771916807-2652771529583582383?l=itinerarifriuli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/feeds/2652771529583582383/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/2010/06/roads-to-madness.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/71117078771916807/posts/default/2652771529583582383'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/71117078771916807/posts/default/2652771529583582383'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/2010/06/roads-to-madness.html' title='Roads to madness'/><author><name>itinerarifriuli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13502662069526765853</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-sB8qh9dbbQw/To_2dVdZnHI/AAAAAAAADnE/xbLsi4N_i1I/s72-c/dsc00094rid.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-71117078771916807.post-210416090110486808</id><published>2010-06-07T20:35:00.000-07:00</published><updated>2011-10-08T00:22:26.332-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='escursioni'/><title type='text'>PaularoDay2010</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-gADeCaAOxuI/To_37667opI/AAAAAAAADnI/pvrpUTpVQsU/s1600/img_3502.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-gADeCaAOxuI/To_37667opI/AAAAAAAADnI/pvrpUTpVQsU/s320/img_3502.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ieri gran bella giornata sulle Alpi Carniche! Finalmente, dopo tanti mesi di attesa, è arrivata l'estate. Con simili presupposti non potevamo lasciarci sfuggire l'opportunità di salire in quota.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La scelta è caduta sul monte Paularo, oramai divenuto un appuntamento fisso ogni anno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sin dalla partenza il sudore ha preso a scendere copioso, non tanto per la salita, quanto per le temperature, nonostante la brezza aiutasse a mitigare gli effetti del caldo. Fortunatamente di acqua se ne trova sempre in abbondanza in questa zona.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La salita si è svolta in tutta tranquillità, grazie anche al fatto che Castel Valdajer non ha ancora aperto i battenti. Le velature ostacolavano un po' la visuale sul panorama circostante, sempre stupendo, ma in compenso lasciavano passare abbondanti le radiazioni solari, come ampiamente dimostrato al rientro dall'osservazione delle parti esposte. C'è stato il tempo per l'incontro con una Vipera aspis, durante una movimentata sosta fotografica nei pressi del lago Dimon (ove le marmotte si sono fatte stavolta solo udire) e per una sosta ristoratrice presso la quota massima, prima di lanciarci nella discesa che ci avrebbe riportato alla base: 750 m di dislivello prima su single track, quindi su ottima mulattiera nel bosco. Peccato per i restanti 570 m di dislivello bruciati su rotabile, dai 1180 m in giù, ma la giornata ha regalato comunque intense emozioni. Appuntamento al prossimo anno con il monte Paularo!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="480" src="http://player.vimeo.com/video/13941251?title=0&amp;amp;byline=0&amp;amp;portrait=0" webkitallowfullscreen="" width="640"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/71117078771916807-210416090110486808?l=itinerarifriuli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/feeds/210416090110486808/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/2011/10/paularoday2010.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/71117078771916807/posts/default/210416090110486808'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/71117078771916807/posts/default/210416090110486808'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/2011/10/paularoday2010.html' title='PaularoDay2010'/><author><name>itinerarifriuli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13502662069526765853</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-gADeCaAOxuI/To_37667opI/AAAAAAAADnI/pvrpUTpVQsU/s72-c/img_3502.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-71117078771916807.post-5660733013469288297</id><published>2010-06-01T08:07:00.000-07:00</published><updated>2011-09-29T00:45:39.305-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gare e manifestazioni varie'/><title type='text'>Venzonassa marathon bike 2010</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.itinerarifriuli.com/images/stories/BLOG/venzonassa2010/img_0103.jpg" style="float: left;" /&gt;Anche quest'anno si è rinnovato l'appuntamento con la Venzonassa! Si tratta di una gara lunga e faticosa, considerando la preparazione media individuale in questo periodo, per l'occasione ostacolata pure dal maltempo che ha imperversato nella prima quindicina del mese. Già l'edizione precedente appariva come una bella sfida individuale, di quelle che si vincono anche solo portandole a termine, ma quest'anno le difficoltà sembravano, almeno sulla carta, ancora maggiori, considerando l'estensione del percorso e del dislivello da superare. Ciò nonostante, senza alcuna velleità da classifica, siamo partiti alle 9 in punto, sotto un cielo che non lasciava presagire nulla di buono; infatti, lungo la salita a sella Tacia, la pioggia ha fatto al sua inevitabile comparsa. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Fin qui tutto bene, perchè il bosco offriva un buon riparo, ma lungo la veloce discesa a Vedronza non c'è stato scampo dalla colossale lavata! Lo scorso anno il meteo era stato decisamente migliore, ma alla fine caldo, stanchezza e disidratazione si erano fatti pesantemente sentire.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Elisabetta aveva rinunciato a partire nell'edizione 2009, per timore di non essere sufficientemente preparata, ma quest'anno ha rotto gli indugi ed è riuscita a concludere bene la prova, pur avendo sulle gambe meno distanza e, soprattutto, meno salita rispetto a me. Davvero brava!&lt;img border="0" src="http://www.itinerarifriuli.com/images/stories/BLOG/venzonassa2010/img_3931.jpg" style="float: right;" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Personalmente, posso ritenermi molto soddisfatto: sono giunto al traguardo più fresco rispetto allo scorso anno, riuscendo pure a migliorare lievemente la media ed a rimontare qualche posizione nel tratto finale sul Cuarnan e la Sella di Sant'Agnese. Non che fosse importante, ma ha fatto piacere concludere una marathon impegnativa senza eccessivo affano e con qualche residuo di energia ancora in corpo!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Un plauso ed un ringraziamento va fatto all'organizzazione, molto presente ed efficace: bravi! A questo si aggiunge il fascino dei luoghi, selvaggi, incontaminati e solitari, nei quali a farla da padrone è soprattutto la natura. Un arrivederci a Venzone!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span class="article_separator"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--var jcomments=new JComments(136, 'com_content','/index.php?option=com_jcomments&amp;amp;tmpl=component');jcomments.setList('comments-list');//--&gt;&lt;/script&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/71117078771916807-5660733013469288297?l=itinerarifriuli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/feeds/5660733013469288297/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/2010/06/venzonassa-marathon-bike-2010.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/71117078771916807/posts/default/5660733013469288297'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/71117078771916807/posts/default/5660733013469288297'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/2010/06/venzonassa-marathon-bike-2010.html' title='Venzonassa marathon bike 2010'/><author><name>itinerarifriuli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13502662069526765853</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-71117078771916807.post-2917311891802831604</id><published>2010-05-28T19:58:00.000-07:00</published><updated>2011-10-10T08:39:56.544-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='escursioni'/><title type='text'>in rosa</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-i1_RpY7pHGY/TpMP9b2kkyI/AAAAAAAADnY/JKDEJEqjZas/s1600/1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" kca="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-i1_RpY7pHGY/TpMP9b2kkyI/AAAAAAAADnY/JKDEJEqjZas/s320/1.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Non ero mai salito sullo Zoncolan appositamente per assistere all'arrivo d'una tappa del Giro. Arrivarci pedalando, indifferentemente dal mezzo utilizzato, è sempre una grande soddisfazione, ma stavolta andava prefigurandosi qualcosa al limite dell'eroico. In sostanza si trattava "solo" di mettere la sveglia ad orari in cui nemmeno i galli osano cantare, alzarsi al volo come una recluta in caserma e preparare tutto alla velocità della luce, oltre che con precisione chirurgica, per non rischiare di perdere un solo minuto; poi, andavano messe in conto altre "inezie" come il viaggio da quasi un'ora e mezza, durante il quale rimuginavo spesso in silenzio sul peso dei nostri zaini, rapportandolo con inquietudine alle caratteristiche della salita che ci attendeva una volta giunti a destinazione, in quel di Villa Santina. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Elisabetta pareva aver portato con sè l'occorrente per un reggimento, così non ho potuto fare a meno di&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt; prenderla affettuosamente in giro: la tasca di Eta-Betta, come l'ho battezzata, era davvero gonfia fino a scoppiare, ma la nostra determinazione a realizzare l'impresa non veniva certo meno di fronte a simili dettagli. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-hO5jtPlg_o0/TpMP-XVY17I/AAAAAAAADnc/_Zf2QksuCGI/s1600/2.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" kca="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-hO5jtPlg_o0/TpMP-XVY17I/AAAAAAAADnc/_Zf2QksuCGI/s320/2.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Inoltre, essendo tale iniziativa da lei partita, potevo ritenermi al sicuro dalle inevitabili giaculatorie che sarebbero state proferite con l'arrivo del tratto più duro (che in Carnia non manca mai). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-_ym2nTXyXuI/TpMP-zo-DAI/AAAAAAAADng/VfpvpoFZz8M/s1600/3.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" kca="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-_ym2nTXyXuI/TpMP-zo-DAI/AAAAAAAADng/VfpvpoFZz8M/s320/3.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;La salita, organizzata dal Carnia Bike e riservata alle sole MTB, prevedeva fortunatamente una certa elasticità negli orari ed era ben segnalata e presidiata. Il cielo però sembrava un rompicapo degno d'una rivista di enigmistica, al punto da invitare il sottoscritto a pregare più volte nel tentativo di scongiurare il rischio piogge, che pareva davvero tangibile. Tralascio la descrizione della salita, interrotta solo dalla provvidenziale sosta a malga Meleit, oasi nella quale un meritato pasta party ha accolto i bikers stremati dalle micidiali rampe appena lasciate alle spalle, e vado subito al punto: a sella Zoncolan abbiamo trovato una realtà entusiasticamente movimentata, in cui ritagliarsi un angolino non è stato però così semplice; per muoversi dovevamo districarci tra arbusti di ontano, transenne, gazebi, corridoi stretti perennemente intasati da fiumi umani, bici posizionate ovunque nelle posizioni più assurde (oltre che in precario equilibrio) e gente distribuita come tasselli di un puzzle sui ripidi pendii, alla frenetica ricerca di un metro quadrato ove poter posare finalmente il sedere (meglio ancora se in prossimità dei maxischermi appositamente predisposti per l'occasione, tra l'altro quasi inutili visto il continuo frastuono provocato dall'emittente radiofonica di turno). Tutto questo mentre il Kaiser, come viene chiamato affettuosamente lo Zoncolan, osservava in silenzio nell'attesa di ricevere l'inevitabile tributo in sudore e fatica, del quale noi avremmo goduto solo i ripidi tornanti finali sopra malga Pozof. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-bmKCeGezJec/TpMP_re_ouI/AAAAAAAADnk/kcpxUeoXO0M/s1600/4.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" kca="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-bmKCeGezJec/TpMP_re_ouI/AAAAAAAADnk/kcpxUeoXO0M/s320/4.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Nell'attesa ingannavamo il tempo come meglio potevamo, non mancando di notare le fatiche conclusive di molti ciclisti appassionati provenienti da Ovaro. Mentre i maxischermi documentavano la tappa in tempo reale, un'autentica ovazione veniva riservata ad alcuni bambini, freschi domatori del Kaiser in sella alla bici, come se fossero i veri vincitori (ma forse lo sono stati davvero). La cornice alpina circostante variava come un caleidoscopio, risentendo della lotta che andava consumandosi in cielo tra sole e nuvole; con il trascorrere delle ore il rischio di precipitazioni sembrava diminuire, nonostante non osassi certo aprire bocca per farlo presente. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Con l'arrivo del gruppo ad Ovaro l'atmosfera si è fatta frizzante e pregna d'aspettativa; gli elicotteri vorticavano sopra le nostre teste, ma il loro rumore nulla ha potuto in occasione del boato dei tifosi, seguito allo scatto vincente di Ivan Basso. Il momento in cui il suo rivale ha iniziato vistosamente a perdere terreno ha rappresentato il clou, ma noi eravamo troppo in alto per poterlo vedere. L'arrivo degli atleti al traguardo ha però ripagato delle fatiche fatte. Anche noi, nel nostro piccolo, possiamo dire di essere stati protagonisti. La conclusione della tappa ci ha riservato un'altra piccola odissea, prima che potessimo riprendere la strada del ritorno. Il Kaiser nel frattempo restava in silenzio, nonostante avesse potuto legittimamente obiettare sulle condizioni in cui i suoi prati venivano lasciati; il prestigioso titolo di Re delle salite europee non lo ha salvato dall'invasione della "civiltà", ma la magia del Giro è riuscita ancora una volta ad animare la Carnia, spennellando di rosa queste vallate tranquille, in cui il tempo pare essersi fermato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-kNA2bWXiZpQ/TpMQAtkN8VI/AAAAAAAADno/Gs2wTYOQC6M/s1600/5.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" kca="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-kNA2bWXiZpQ/TpMQAtkN8VI/AAAAAAAADno/Gs2wTYOQC6M/s400/5.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/71117078771916807-2917311891802831604?l=itinerarifriuli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/feeds/2917311891802831604/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/2010/05/in-rosa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/71117078771916807/posts/default/2917311891802831604'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/71117078771916807/posts/default/2917311891802831604'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/2010/05/in-rosa.html' title='in rosa'/><author><name>itinerarifriuli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13502662069526765853</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-i1_RpY7pHGY/TpMP9b2kkyI/AAAAAAAADnY/JKDEJEqjZas/s72-c/1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-71117078771916807.post-535781976044732312</id><published>2010-05-19T16:56:00.000-07:00</published><updated>2011-10-12T00:50:46.938-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='escursioni'/><title type='text'>Casera Val di Lama [MTB]</title><content type='html'>&lt;div class="art-article" style="margin: 1ex; text-align: justify;"&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: courier;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Casera Val di Lama, 18/05/2010&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: courier;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.itinerarifriuli.com/images/stories/BLOG/val_di_lama_mtb/img_6367.jpg" style="float: left;" /&gt;Ieri sono salito fino a casera Val di Lama, con l'idea di scendere in val Artugna; a Dardago ho girato un pò prima di poter finalmente fermare la macchina, causa cronica mancanza di posti auto, ma anche in conseguenza ai lavori in corso che tormentano il piazzale della chiesa (comunque regolamentato da disco orario, quindi improponibile nei feriali). Visto che altrove non si trovava neanche a morire, mi sono dovuto dirigere sul parcheggio del cimitero, risolvendo così il problema.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: courier;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Sono montato in sella abbastanza presto, poiché desideravo prenderla con comodo. Le dense nuvole mattutineimpedivano persino di vedere le montagne, nonostante si trovassero proprio di fronte a me. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Non mi sono preoccupato però più di tanto, sapendo che per la mattinata era previsto bel tempo. Appena fuori dal paese mi sono buttato sulla mulattiera per Mezzomonte (abbastanza scassata, ma non problematica), collegandomi così con la sterrata proveniente dal Gorgazzo, proprio nel punto da cui stacca il Picchio Morto.&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: courier;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Dovevo superare i 1100 m di quota, quindi restava ancora abbastanza salita da fare, ma la giornata era ideale in quanto a temperature ed il cielo andava sempre più aprendosi. Inoltre, era davvero bello annusare i profumi del bosco di questa stagione. Può sembrare scontato, ma visto che in queste zone giro quasi esclusivamente in inverno, non mi riesce di restare indifferente di fronte ad un paesaggio trasfigurato, in modo così evidente da sembrare familiare ed alieno al tempo stesso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: courier;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.itinerarifriuli.com/images/stories/BLOG/val_di_lama_mtb/img_6374.jpg" style="float: right;" /&gt;E' stato piacevole vedere la pianura dall'alto completamente immersa nelle nuvole mentre pedalavo, circondato da un paesaggio che pareva essere dotato di vita propria. Improvvise folate di vento animavano a tratti le chiome degli alberi, mentre sentivo le lucertole, disturbate dal mio incedere, rifugiarsi negli anfratti delle rocce carsiche esposte al sole. Si trattava dei soli rumori percepibili nei dintorni, quasi fossero gli unici segni di vita. Troppo bello! &lt;img border="0" src="http://www.itinerarifriuli.com/images/stories/BLOG/val_di_lama_mtb/img_6381.jpg" style="float: left;" /&gt;Che contrasto con la pianura sottostante, in continuo ed affannoso movimento. Raggiunta la casera, in posizione amena circondata da pascoli magri e rada vegetazione, mi sono fermato; la salita era finita, restavano quindi da fare i preparativi per il sentiero che m'aspettava! Alcuni spettatori osservavano curiosi la scena, per nulla turbati dalla presenza di un estraneo. &lt;img border="0" src="http://www.itinerarifriuli.com/images/stories/BLOG/val_di_lama_mtb/img_6398.jpg" style="float: right;" /&gt;I primi metri hanno interessato una traccia poco battuta e priva di segnavia, ma una volta raggiunto l'orlo della scarpata non è che la situazione sia migliorata di molto: una sbiadita pittura bianco rossa del C.A.I., complici erba alta e vegetazione circostante, sembrava voler gareggiare in fatto di invisibilità solo con il tracciato stesso! Una volta partito la conformazione del sentiero mi ha costretto ad interrompere talvolta la continuità della discesa; questa situazione "a singhiozzo" si è protratta nei primi 100-150 m di dislivello, ma la musica è poi decisamente cambiata. Ai panoramici traversi sui verdi, affacciati sulle severe crode di san Tomè, si è sostituito il bosco, mentre il sentiero diveniva inaspettatamente scorrevole, veloce e molto divertente! Al bivio con il single per le Longiarezze sono rimasto a sinistra, proseguendo la discesa nella val Artugna. Non mi sono accorto nemmeno di aver guadagnato il fondovalle, da tanto si è rivelata divertente quest'ultima parte!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span class="article_separator"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--var jcomments=new JComments(124, 'com_content','/index.php?option=com_jcomments&amp;amp;tmpl=component');jcomments.setList('comments-list');//--&gt;&lt;/script&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/71117078771916807-535781976044732312?l=itinerarifriuli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/feeds/535781976044732312/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/2010/05/casera-val-di-lama-mtb.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/71117078771916807/posts/default/535781976044732312'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/71117078771916807/posts/default/535781976044732312'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/2010/05/casera-val-di-lama-mtb.html' title='Casera Val di Lama [MTB]'/><author><name>itinerarifriuli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13502662069526765853</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-71117078771916807.post-449965921595053729</id><published>2010-05-17T19:25:00.000-07:00</published><updated>2011-10-12T00:35:21.420-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gare e manifestazioni varie'/><title type='text'>Mediofondo di Paularo: 16/05/2010</title><content type='html'>&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-8NkDR8X-QR8/ToMi7fJNaXI/AAAAAAAADmY/jcDenzJ7Wu4/s1600/p1.bmp" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;img border="0" height="240" kca="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-8NkDR8X-QR8/ToMi7fJNaXI/AAAAAAAADmY/jcDenzJ7Wu4/s320/p1.bmp" width="320" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Intense emozioni domenica in Carnia, ma non meno fatica, anche se in parte mitigata dalla splendida cornice alpina che circonda la verdeggiante conca di Paularo. &lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;L'indecisione ha serpeggiato fino all'ultimo, ma infine il richiamo di questi posti ha avuto la meglio sul nostro scetticismo iniziale, generato dalla ridotta attività nelle due settimane precedenti, funestate da maltempo impietoso. Fortunatamente le piogge hanno graziato i pochi temerari che domenica 16/05 alle 10 in punto, sferzati dal forte vento, si sono lanciati sulle selettive rampe che rimontano il versante sud del monte Zermula, ove avviene la prima significativa selezione. &lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-p-hMaQxf_84/ToMi9vZIdBI/AAAAAAAADmc/tmk_5G2BmlE/s1600/p2.bmp" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;img border="0" height="240" kca="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-p-hMaQxf_84/ToMi9vZIdBI/AAAAAAAADmc/tmk_5G2BmlE/s320/p2.bmp" width="320" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;nei pressi del traguardo. E' finita? Eh, no, troppo facile! Del resto i km non tornano con quelli dichiarati e infatti, dal paese, si viene indirizzati sulle pendici del monte Tersadia, che accoglie senza troppi complimenti con una salita breve ma tagliagambe, considerata la fatica sinora accumulata. Un bel sentiero porta a rasentare in leggera discesa il greto del torrente Chiarsò, infilandosi poi in un boschetto ricco di cambi di direzione, al termine del quale un'inversione netta ci riporta verso il paese; occorre affrontare l'ultima fatica su terreno poco scorrevole, ascendente ed in battuta di vento, ma oramai è quasi fatta! Una volta tornati sulla rotabile che attraversa il centro è questione di poco guadagnare il sospirato arrivo, in preda alla stanchezza ma molto soddisfatti per aver portato a termine una gara tanto difficile quanto ricca di emozioni, oltre tutto animata dal calore umano di spettatori ed organizzatori, sempre pronti ad incitare tutti i bikers, nessuno escluso. &lt;/span&gt;Confluiti nella carrareccia per castel Valdajer si digrada nuovamente, stavolta su mulattiera veloce (ma insidiosa poichè smossa), quindi su sentiero molto più tecnico del precedente. Da Murzalis un'altra intensa risalita ci porta a Ligosullo, da cui inizia un lungo traverso con saliscendi, poi seguito da un'altra picchiata, la quale termina ingannevolmente a Paularo, &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Ad ascesa conclusa, una bella traversata in falsopiano conduce nei pressi di malga Zermula, da cui prende il via la ripidissima picchiata per pian di Zermula, ove attende la sorpresa: una bellissima serpentina su single track fino alla passerella sul torrente Chiarsò, oltre la quale si riprende a salire, dapprima su sentiero, poi su pista forestale. La fatica aumenta, complice il raffreddamento dovuto alla discesa, ma le condizioni meteo (cielo coperto da nubi alte) mitigano lo sforzo, visto che il sole non fa capolino, se non sporadicamente. &lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: inherit;"&gt;I complimenti al Carnia Bike sono doverosi e pienamente meritati, così come il ringraziamento alla gente per l'accoglienza riservata.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: inherit;"&gt;Arrivederci a presto in questo piccolo angolo di paradiso che è la Carnia!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #990000; font-size: large;"&gt;TRACCIA GPS: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: center;"&gt;&lt;img border="0" oda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-evsg6dXhmfM/TpVCDY5gUcI/AAAAAAAADns/xt_Y7MFwH1M/s1600/rosa-dei-venti.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;object data="http://widgets.scribblemaps.com/smwidget.swf" height="650" id="smwidget" type="application/x-shockwave-flash" width="640"&gt; &lt;param name="align" value="middle" /&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true" /&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always" /&gt;&lt;param name="FlashVars" value="id=mediofondopaularocb&amp;amp;mt=true&amp;amp;p=true&amp;amp;d=true&amp;amp;z=true" /&gt;&lt;param name="quality" value="high" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#" /&gt;&lt;param name="src" value="http://widgets.scribblemaps.com/smwidget.swf" /&gt;&lt;param name="name" value="smwidget" /&gt;&lt;param name="flashvars" value="id=mediofondopaularocb&amp;amp;mt=true&amp;amp;p=true&amp;amp;d=true&amp;amp;z=true" /&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/71117078771916807-449965921595053729?l=itinerarifriuli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/feeds/449965921595053729/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/2011/09/mediofondo-di-paularo-16052010.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/71117078771916807/posts/default/449965921595053729'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/71117078771916807/posts/default/449965921595053729'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/2011/09/mediofondo-di-paularo-16052010.html' title='Mediofondo di Paularo: 16/05/2010'/><author><name>itinerarifriuli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13502662069526765853</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-8NkDR8X-QR8/ToMi7fJNaXI/AAAAAAAADmY/jcDenzJ7Wu4/s72-c/p1.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-71117078771916807.post-5450315900290131192</id><published>2010-04-19T00:57:00.000-07:00</published><updated>2011-09-29T01:03:27.636-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='funghi'/><title type='text'>i raccolti primaverili</title><content type='html'>&lt;div class="art-article" style="margin: 1ex; text-align: justify;"&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.itinerarifriuli.com/images/stories/BLOG/funghi_primaverili/epsn0059.jpg" style="float: left;" /&gt;A volte sembra proprio predestinazione...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Fino alla sera prima non immaginavo quel che avrei fatto nel giorno successivo, anche perchè -almeno in teoria- avrei dovuto trascorrerlo per intero in ufficio. Poi, durante la telefonata serale ad Elisabetta, un pensiero prende forma improvvisamente in me, così -sapendo che lei è in ferie- dico: e se domani approfittassi per andare a funghi? Lei mi chiede se troverebbe qualcosa, ma io -pur sapendo che il momento dovrebbe essere favorevole- non amo sbilanciarmi in previsioni... Con i funghi può essere disastroso! Però qualcosa si è ormai insinuato in me e prosegue a fermentare durante il sonno: questa "inquietudine" fa si che mi svegli presto, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;accompagnato dalla curiosa sensazione&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;di avere una specie di missione da compiere:pare che qualcosa mi inviti insistentemente a recarmi sul posto per controllare la situazione (forse in vista del successivo we, già precettato a tale scopo). &lt;img border="0" height="240" src="http://www.itinerarifriuli.com/images/stories/BLOG/funghi_primaverili/img_6348.jpg" style="float: right;" width="320" /&gt;Si tratterebbe della prima uscita in montagna nel corrente anno quindi, non senza emozione, mi accingo a compiere il lungo spostamento,cercando di motivarmi con il pensiero dei raccolti planiziali delle settimane precedenti. Entrare in quella vallata della Carnia è sempre emozionante, nonostante l'abbia visitata oramai diverse volte per le più svariate ragioni; tra ricordi che riaffiorano ed aspettativa, muovo i primi passi nel posto ove normalmente compaiono i primi ascomi. Ne scorgo uno solamente,fresco ma al riparo, neanche si trattasse di un rinvenimento tipico da finale di stagione... La cosa mi lascia un pò perplesso, ma proseguo dirigendomi verso la vicina scarpata che tante volte ha regalato notevoli sorprese; scruto avidamente, ma invano. Tornato così al punto precedente, inizio a scendere verso un altro settore potenzialmente buono, chiedendomi se ho fatto bene a venire in montagna... Non faccio in tempo a rispondermi, che inizio a trovare! Come spesso accade con questi funghi, una volta scoperto un primo esemplare, è importante osservare con estrema attenzione la zona circostante, essendo tutt'altro che improbabile localizzarne una buona quantità in pochi metri quadrati. &lt;img border="0" height="300" src="http://www.itinerarifriuli.com/images/stories/BLOG/funghi_primaverili/img_6355.jpg" style="float: right;" width="400" /&gt;Così avviene: raccolgo 23 spugnole freschissime, di medio/piccola dimensione. Con entusiasmo rinnovato torno alla macchina, determinato a raggiungere un'altra area nelle vicinanze, nella quale lo scorso anno ero stato anticipato sul tempo da un noto raccoglitore rivale. Ed è qui che si compie l'apoteosi! L'abbondanza è tale da farmi pregare, ad un certo, punto, di non trovare più funghi! Lascio qualcosa sul campo (esemplari già un pò datati) e me ne torno a casa soddisfattissimo, con quasi 2,5 Kg di morchelle!&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;La settimana successiva, prima di maggio, replico in compagnia di Elisabetta; la stagione sta volgendo al termine, visto che di esemplari freschi se ne trovano un pò meno, ma questo non ci impedisce di rientrare a casa con un altro Kg di spugnole. La stagione non poteva iniziare in modo migliore... &lt;img alt="Occhiolino" border="0" src="http://www.itinerarifriuli.com/plugins/editors/tinymce/jscripts/tiny_mce/plugins/emotions/img/smiley-wink.gif" style="border-bottom: 0pt; border-left: 0pt; border-right: 0pt; border-top: 0pt; vertical-align: middle;" title="Occhiolino" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: comic sans ms, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;img border="0" height="300" src="http://www.itinerarifriuli.com/images/stories/BLOG/funghi_primaverili/img_3450.jpg" width="400" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span class="article_separator"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--var jcomments=new JComments(123, 'com_content','/index.php?option=com_jcomments&amp;amp;tmpl=component');jcomments.setList('comments-list');//--&gt;&lt;/script&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/71117078771916807-5450315900290131192?l=itinerarifriuli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/feeds/5450315900290131192/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/2011/09/i-raccolti-primaverili.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/71117078771916807/posts/default/5450315900290131192'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/71117078771916807/posts/default/5450315900290131192'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/2011/09/i-raccolti-primaverili.html' title='i raccolti primaverili'/><author><name>itinerarifriuli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13502662069526765853</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-71117078771916807.post-3859877230460488555</id><published>2010-01-23T01:22:00.000-08:00</published><updated>2011-10-08T00:34:06.635-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='escursioni'/><title type='text'>sulla neve</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-JTm4NQiK91E/To_6vootsvI/AAAAAAAADnM/CSF5eh6Vdz0/s1600/img_3399.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-JTm4NQiK91E/To_6vootsvI/AAAAAAAADnM/CSF5eh6Vdz0/s320/img_3399.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Domenica  mattina la sveglia suona comunque, anche se non c'è molta convinzione.I  virus stagionali cospirano contro la bici, ma sappiamo entrambi, già  dalla giornata precedente, che i capricci del meteo non concederanno che  una breve tregua, un insperato &lt;i&gt;carpe diem&lt;/i&gt; festivo (in barba  alla famigerata legge di Murphy). Perdere una simile occasione sarebbe  un peccato e così, nonostante qualche titubanza, decidiamo di ascendere a  piedi il Tajano su un versante inedito. L'idea è suggestiva, ma non  abbiamo fatto i conti con la neve! Soprattutto io, ottimisticamente  arrivatosul carso dalla pianura friulana con annesso equipaggiamento per  pedalare. Meno male che ho portato con me le fide scarpe in goretex,  tanto comode quanto gettonate nella stagione invernale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;  Prendiamo la macchina e ci avviamo in direzione del valico di Pesek,  raggiunto il quale notiamo, non senza sorpresa, come la quantità di neve  sia ben superiore alle nostre previsioni. &lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Il sole, in complicità con le  temperature miti, invita però a trascorrere una bella giornata  all'aperto. Una volta raggiunto il paese, minuscolo agglomeratodi  abitazioni in una ridente conca circondata da &lt;span style="color: black;"&gt;     &lt;/span&gt;dolci e boscosi versanti, si pone il problema del  parcheggio. I posti sono quelli che sono e le macchine più di quante  immaginassimo: non siamo i soli a voler godere della splendida tregua  concessa dal maltempo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-JvPMcdsGg60/To_7O-odSnI/AAAAAAAADnU/RdVXhPhY14w/s1600/img_6200.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-JvPMcdsGg60/To_7O-odSnI/AAAAAAAADnU/RdVXhPhY14w/s320/img_6200.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Appena  incamminati sulla larga mulattiera, coperta da una ventinadi cm di  neve, incontriamo una signora con due cani che si divertono pazzamente a  rincorrersi e ruzzolare nella neve, proprio come farebbero i bambini al  colmo della gioia. Ci si avvicina a mezzogiorno ed il sole inizia a  farsi sentire; così, nonostante la salita sia blanda, pensiamo  di  fermarci per togliere i giacconi. Saggia decisione, perchè di lì a  poco  le pendenze si faranno più decise. Qualche gioco di luce tra gli   eserciti appressati di alberi spogli, le sparute chiome sempreverdi   spennellate di bianco e le sempre più rade schiarite, ci invoglia a far   foto finchè, poco avanti, ci troviamo magicamente avvolti nell'ombra di   una bellissima faggeta, che prelude di poco una spettacolare quanto   inattesa uscita allo scoperto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Il  panorama si rivela così in tutta la  sua grandezza. La vetta è vicina,  lo si capisce notando la punta della vistosa antenna di  telecomunicazioni che sovrasta il frequentatissimo rifugio: compiamo  l'ultimo sforzo attraverso lo spoglio e ripido pendio e finalmente  guadagnamo il cippo. Il vento, come spesso avviene qui, si fa sentire,  ma la giornata è davvero bella. Molti altri escursionisti ne hanno  approfittato, compresi alcuni bikers, di cui vediamo i mezzi lasciati  nei pressi del rifugio; pensando a loro non so se nutrire invidia o  compatimento, memore dall'ultima esperienza in MTB con la neve sul  Tajano: croce e delizia. Decido  di non far caso a questi dettagli preferendo concentrarmi sulle scarpe,  che iniziano a non essere più così impenetrabili all'acqua. A questo si  aggiunge l'impossibilità di compiere l'anello programmato, visto che la  traccia scelta all'uopo si rivela non battuta e quindi impercorribile;  così, dopo essere in parte discesi, riguadagnamo la vetta e ci  incamminiamo &lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;per il sentiero dell'andata, che abbandoniamo poco sopra  al paese in favore di una deviazione carina ma meno diretta e,  soprattutto, più bagnata! &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.itinerarifriuli.com/images/stories/BLOG/sulla_neve/img_3414.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://www.itinerarifriuli.com/images/stories/BLOG/sulla_neve/img_3414.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Rientriamo  in tempo per notare delle falci arrugginite appese all'esterno di un  piccolo rustico d'altri tempi, che costano un paio di scatti al   sottoscritto, decisamente poco credibile nel ruolo di mietitore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="clear: right; color: black; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="clear: right; color: black; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="article_separator"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/71117078771916807-3859877230460488555?l=itinerarifriuli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/feeds/3859877230460488555/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/2010/01/sulla-neve.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/71117078771916807/posts/default/3859877230460488555'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/71117078771916807/posts/default/3859877230460488555'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://itinerarifriuli.blogspot.com/2010/01/sulla-neve.html' title='sulla neve'/><author><name>itinerarifriuli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13502662069526765853</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-JTm4NQiK91E/To_6vootsvI/AAAAAAAADnM/CSF5eh6Vdz0/s72-c/img_3399.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
